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Stelle senza età, dovrebbero essere antichissime ma sembrano giovani
La loro origine è un rompicapo
Hanno tutte le caratteristiche per essere molto antiche, ma sembrano decisamente giovani e la loro origine è un rompicapo. Sono le stelle bizzarre descritte sulla rivista Astronomy & Astrophysics da una ricerca a guida italiana. Sono ricche di azoto e a farle apparire giovani è la loro massa, incompatibile con l'evoluzione all'interno di antichi ammassi globulari finora ipotizzata dagli astronomi. Le ha studiate la ricerca coordinata dall'Università di Bologna, con Ellen Leitinger, e alla quale ha partecipato l'Istituto Nazionale di Astrofisica. Gli ammassi globulari sono sistemi densi e molto antichi che quasi sempre ospitano popolazioni di stelle molto diverse: alcune sono ricche di azoto, sodio e alluminio e povere di carbonio, ossigeno e magnesio. La stessa impronta chimica è stata osservata in alcune stelle isolate nella Via Lattea e si riteneva che provenissero da ammassi globulari che dissolti. Il nuovo studio, però, indica che la massa di queste stelle bizzarre non è compatibile con questa ipotesi. "La composizione chimica suggeriva un'origine negli ammassi globulari", dice Ellen Leitinger, prima autrice dello studio. I ricercatori l'hanno misurata combinando i dati relativi a luminosità, composizione chimica e movimenti e i risultati relativi alla massa indicano che "per molte di queste stelle la storia è stata più complessa". La tecnica utilizzata si chiama asterosismologia. "Ci permette di misurare la massa attuale di queste stelle, mentre l'età non viene misurata direttamente: viene stimata confrontando la massa e lo stato evolutivo con modelli di stelle singole", osserva Andrea Miglio, del dipartimento di Fisica e Astronomia 'Augusto Righi, tra gli autori dello studio. "Se però una stella ha avuto una storia evolutiva più complessa, questa stima può risultare fuorviante", aggiunge. I risultati indicano che, fra le 13 stelle ricche di azoto con stime affidabili, al massimo tre sono abbastanza antiche da essere compatibili con un'origine in ammassi globulari. Per le altre, la massa misurata corrisponderebbe, in un modello di evoluzione da stella singola, a un'età troppo giovane rispetto a quella attesa. Resta quini il rompicapo dell'origine. La risposta potrebbe arrivare da nuove campagne di osservazione e da future missioni spaziali.
C.Meier--BTB