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Dal granchio blu chitina di alta qualità e più sostenibile
Studio italiano valorizza i sottoprodotti della filiera del crostaceo
Estrarre chitina di alta qualità dal granchio blu in modo rapido e sostenibile grazie a un pretrattamento termico che facilita la rimozione dei minerali (carbonati e fosfati inorganici), riduce l'impiego di sostanze chimiche, tempi di lavorazione e aumenta resa e qualità del prodotto finale. A mettere a punto l'innovativo sistema, descritto su International Journal of Biological Macromolecules, i ricercatori dell'Enea in collaborazione con l'Università della Calabria. Questo biopolimero naturale è il secondo polisaccaride più abbondante in natura dopo la cellulosa ed è noto per le sue proprietà antiossidanti, antimicrobiche e biocompatibili. Grazie alla sua biodegradabilità e versatilità chimica, trova applicazione in settori quali industria alimentare, agricoltura, cosmetica e biomedicina. La sua estrazione sostenibile, sottolinea Alessandra Verardi, ricercatrice ENEA del Laboratorio Bioeconomia circolare rigenerativa presso il Centro Ricerche ENEA Trisaia (Matera) e coautrice dello studio insieme ai colleghi Paola Sangiorgio, Raffaele Lamanna, Simone Samperna, Salvatore Palazzo e Corradino Sposato e ai ricercatori del Dipartimento di Ingegneria informatica, modellistica, elettronica e sistemistica (DIMES) dell'Università della Calabria, "rappresenta un passo significativo verso la valorizzazione dei sottoprodotti della filiera del granchio blu che, tra carapaci, chele e altre parti non edibili, possono rappresentare fino all'85% del peso vivo, generando ogni anno circa 270 mila tonnellate di scarti, oggi destinati a discarica o incenerimento, con conseguenti criticità ambientali ed economiche". In pratica viene condotto un pretrattamento termico dei carapaci per 5-10 minuti a 100 °C, del tutto simile a quello dell'industria di trasformazione. Questo consente di valorizzare le biomasse già trattate dall'industria e, al contempo, di ridurre il fabbisogno di reagenti chimici e i tempi di processo. Non solo: "la chitina ottenuta - conclude Verardi - risulta più pura e si ottengono rese superiori anche in condizioni operative più blande".
N.Fournier--BTB