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Glamour raw, la femminilità oggi secondo Prada
Per l'inverno 2025 abiti che si trasformano nella forma
Da sempre convinta che la femminilità non si possa ridurre a una definizione univoca, fatta di tacchi, lustrini e paillettes, Miuccia Prada insieme a Raf Simons spinge la sua visione ancora oltre con la collezione per il prossimo inverno, un'indagine sulla femminilità di oggi dal titolo 'Raw glamour'. Una dicotomia solo apparente, che in passerella tiene insieme opposti che sembrerebbero inconciliabili e rendono invece giustizia alla complessità del presente. "Mi sono sempre interrogata - spiega Miuccia Prada subito dopo la sfilata, nel Deposito della Fondazione Prada - su cosa sia la femminilità, ancora di più oggi, con le guerre e tutto ciò che sta succedendo nel mondo. Tutto il resto è venuto di conseguenza. Non c'è nostalgia, non c'è decadenza, non c'è stato bisogno di discutere con Raf di niente, abbiamo semplicemente provato a fare dei vestiti in cui le costruzioni sono diverse e il processo di lavorazione è stato completamente diverso: siamo partiti - spiega - da un abito femminile classico, ingigantito e ritagliato e poi messo un elastico". "Ci sentivamo istintivamente attratti - racconta ancora la designer - dal glamour e dal suo legame con la femminilità. Ci siamo chiesti: che cosa si intende con femminile? Cos'è la bellezza femminile? Cos'è la femminilità oggi? È stato un continuo esaminare e interrogarci sulla femminilità: qual è il suo significato? A noi interessano particolarmente quelle domande, che ci permettono di aprire nuove discussioni." "Il titolo della collezione è Raw Glamour, ma il glamour è inteso - sottolinea - come stato d'animo, sentirsi importanti, il glamour dentro", vestito di abiti mai disegnati sul corpo e cappotti over con cuciture evidenti. "C'è un'idea - aggiunge Simons - di liberazione. Liberazione totale. Se pensiamo agli archetipi della bellezza femminile, ci sono molte restrizioni del corpo: qui è libero. E anche le idee possono essere liberate. L'intento era quello di non limitarci a una singola narrazione o un tema. Ci piace rischiare, provare a creare qualcosa di diverso". E questa volta, ancora più di altre, hanno fatto completamente centro, spiazzando totalmente il pubblico dello show, con abiti, che sono l'emblema della femminilità, che si trasformano incessantemente, sia nella forma che nel modo in cui vengono indossati. Le proporzioni vengono alterate, in un processo di riduzione che pone l'accento sulla costruzione, fatta di materiali atipici e cuciture grezze lasciate volutamente a vista. I tocchi glamour negli accessori — gioielli, borse, fiocchi e decorazioni — contrastano questa mancanza di rifinitura, così come l'allestimento della sfilata riflette la contrapposizione tra il grezzo e il raffinato, con un' impalcatura metallica stagliata su un morbido tappeto firmato da Catherine Martin. Anche qui una dicotomia che rivela una complessità non riducibile a un capo di punta o a una tendenza, ma a un pensiero costantemente in evoluzione che resta sempre e comunque inconfondibilmente Prada. "Sono contenta che si vedesse - conclude sorridente Miuccia Prada - perché era tutto un po' sbagliato, ma stamattina quando ho visti gli abiti ho pensato che era tutto molto Prada e molto chic". E molto attuale nel suo mettere insieme gli opposti, dal mini top floreale al giaccone ruvido chiuso da un fiocco, dal blazer di pelliccia alla mantella antipioggia con collo ancora di pelliccia, dall'abito a nido d'ape con grandi bottoni al cappottone di tweed, dai top a motivi floreali alle gonne di panno ruvido, tutto mescolato insieme, a dar vita alla nuova eleganza inconsueta firmata Prada.
I.Meyer--BTB
