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Ken Loach, 'siamo sopraffatti dalla violenza nel mondo'
Messaggio del regista all'AmiCorti International Film Festival
"Siamo sopraffatti dalla violenza che si sta diffondendo nel mondo". Lo ha detto, in un messaggio, il pluripremiato regista britannico Ken Loach nel giorno della cerimonia conclusiva della settima edizione dell'AmiCorti International Film Festival, a Roccaraso (L'Aquila), la rassegna di cinema indipendente dedicata proprio a Loach. "Una delle responsabilità di chi realizza film è riflettere su ciò che sta accadendo nel mondo, essere testimoni degli eventi del nostro tempo. Questo compito non è mai stato così necessario come lo è oggi" ha spiegato il regista. Loach ha poi ricordato che "nei nostri Paesi vediamo i ricchi arricchirsi sempre di più, lo sfruttamento della classe lavoratrice diventare più spietato e la sofferenza dei poveri diventare più dura. Molti sono affamati o dipendono dal cibo delle associazioni caritatevoli. Questo scenario era impensabile pochi anni fa. Ora non è più considerato scioccante, ma una parte quotidiana della vita". "C'è sofferenza in altre guerre, in Ucraina e ancora di più in Sudan - ha aggiunto -. Ma le atrocità commesse da Israele contro i palestinesi sono profondamente scioccanti. I massacri, la distruzione di tutti gli edifici, compresi ospedali e rifugi, l'uso consapevole della fame come arma di guerra, l'imposizione di questa sofferenza rivela il fallimento di Israele nel vedere i palestinesi come parte della nostra umanità condivisa. E tutto ciò avviene alla luce del giorno. Penso che dovremmo riflettere su questo". "Questi crimini vengono commessi impunemente. Lo stato di diritto, i diritti umani, le Convenzioni di Ginevra e persino le Nazioni Unite vengono ignorati. Stiamo tornando a un'epoca in cui il mondo era governato da uomini che diventavano come Imperatori, il cui potere militare era tutto ciò che contava. Amici, deve esserci un giorno di resa dei conti, quando verità e giustizia torneranno. Fino ad allora, abbiamo bisogno di testimoni che registrino ciò che vediamo ora" ha sottolineato. "I film - ha proseguito - sono sempre stati più di semplice intrattenimento. Ora ne abbiamo bisogno come nostri strumenti di resistenza. Saranno prove vitali quando i criminali di guerra dovranno affrontare un processo. Nessuna giustizia, nessuna pace!". "Facciamo tutto il possibile per sostenere chi svolge questo lavoro essenziale. E anche per stare con gli oppressi contro gli oppressori. Questa è sempre stata una lotta politica e, purtroppo, lo è di nuovo. Scrivo come un regista che vorrebbe avere ancora qualche anno per essere utile! Ma ci sono molti che rischiano la vita alla ricerca delle prove. Sono gli eroi di oggi. Grazie ancora al Festival, che aiuta a mantenere viva la fiamma della verità" ha concluso.
O.Bulka--BTB