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Sokurov, la questione della Palestina andava risolta 50 anni fa
Alla Mostra con Director's Diary, "i problemi sono gli stessi"
"Nessun problema dagli anni '50 ad oggi è stato risolto, tutti si preoccupano di quello che accade in Palestina, e sta succedendo una cosa orribile, ma se ne parlava già nel 1957-1958. Nessuno però ha fatto nulla, né gli europei, né l'Onu". Lo dice il grande regista russo Aleksandr Sokurov, che torna alla Mostra del cinema di Venezia fuori concorso con Director's Diary, un racconto lungo cinque ore e cinque minuti che offre una lettura unica della storia della seconda metà del Novecento. Il film, coprodotto con l'Italia, vuole essere una biografia spirituale dell'autore sullo sfondo di migliaia di volti di un Paese immenso e di migliaia di eventi nell'intero globo. Tornando all'attualità del film, Sokurov, citando vari esempi, sottolinea come "il disarmo proposto a suo tempo da Krusciov non è stato fatto, né si è intervenuti sulle armi nucleari. È quello che ho osservato per anni e come storico, perché sono laureato in storia e col film ve lo dimostro". Nessun problema "è stato superato in modo pacifico, tutto è stato oggetto di guerra e conflitti mondiali". La storia "non ci ha mai insegnato niente". Secondo Sokurov "non abbiamo l'attitudine al dialogo, a sederci al tavolo a risolvere i conflitti discutendo". A questo diario "ho pensato tutta la vita ed è il mio primo film in cui sono un partecipante diretto degli eventi che racconto. Questo è stato scritto dalla vita, dalla storia, da tutti i Paesi e le persone nel mondo che vi hanno partecipato, in qualche modo". Il regista torna anche sul suo forte legame con l'Italia: "Per me è la capitale della cultura mondiale".
I.Meyer--BTB