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Di Gregorio, 'la famiglia? Una prigione piena di sentimenti'
Alle Giornate degli Autori 'Come ti muovi sbagli' con Scarano
(di Francesco Gallo) Intervistare Gianni Di Gregorio è come entrare in un suo film, nessuna differenza: stessa gentilezza e accoglienza, stessa ironia e simpatia, stesso disincanto. Esattamente come la sua nuova commedia 'Come ti muovi sbagli', che passa oggi al Lido alle Giornate degli Autori, in cui il regista è coprotagonista con Greta Scarano, Tom Wlaschiha e Iaia Forte. Un'opera dalla struttura semplice, nel suo stile, con al centro l'importanza della famiglia centro di ogni umanità. "Della famiglia non possiamo fare a meno, anche se poi ce ne lamentiamo tutti. E questo per l'importanza dei sentimenti che ci sono dentro, anche se poi crea come una prigione addosso" dice all'ANSA il regista. Questa la storia del film, in sala con Fandango dal 5 settembre. Di Gregorio è un professore di 76 anni che vive tranquillamente a Roma nella sua casa con tanto di disincantato indiano che fa le pulizie (Rishad Noorani) e di una signora benestante che gli fa una discreta corte (Iaia Forte). Da un giorno all'altro, però, sua figlia Sofia (Greta Scarano) che vive in Germania piomba nella sua casa insieme ai due figli adolescenti perché ha abbandonato Helmuth (Tom Wlaschiha). Per lui è finita la pace, tanto più perché verrà raggiunto dal genero, con tanto di cane lupo, partito a piedi dalla Germania per espiare. Anche in questo film è lei il protagonista con tutti i suoi pregi e vizi, quasi un maschera? "Da una parte è un po' una prigione il fatto che continuo ad indagare su questo personaggio che poi sono io, ma questa volta ho pensato di renderlo meno centrale e l'ho voluto circondato da tanti altri personaggi. In realtà a me piace fare solo la regia, ma poi tutti mi dicono 'no tu ci devi stare'. Fare l'attore a questa età è una cosa faticosissima. Ti dicono sempre: 'hai la gobba', 'guarda, i tuoi denti traballano', 'stai dritto con la schiena'. Tutte cose orrende" dice ridendo. Le appartiene il carattere accomodante dei suoi personaggi? "È sempre più così per me con l'età. Quando ero più giovane ci soffrivo. Mi chiedevo: dire sempre sì dove mi porterà? Ma ho visto poi che facendo così praticamente ho ottenuto molte cose. Se non sei aggressivo, non dai fastidio a nessuno… alla fine ti vogliono bene in qualche maniera". E ancora Di Gregorio: "Ho avuto una compagna per dieci anni e poi, dopo esserci lasciati, mi sono messo con la moglie attuale, ma c'è stato un periodo di circa un anno in cui mi sono ritrovato da solo e avevo bisogno di qualcuno che venisse a casa per le pulizie. Avevo trovato una mono-camera dove però tutte le donne mi trattavano malissimo, proprio come mia madre, 'Guarda stai fumando', 'Questa casa fa veramente schifo'. Alla fine trovai questo cameriere indiano, che era tra l'altro un vero professore universitario, con cui andavo d'accordo perché lui era molto più sporcaccione e zozzo di me. Faceva solo finta di pulire, però non mi rompeva l'anima. Poi dopo questo periodo sono ripiombato nella famiglia perché è inevitabile". Cosa non le piace dell'oggi? "Fino a qualche tempo fa era più facile rispondere, ma con la velocità dell'oggi mi sembra che stia impazzendo. Prima avevo l'impressione che potesse andare a finire male, che la tecnologia ci avrebbe bruciato i sentimenti e oggi c'è la conferma che questo sta accadendo. Continuo a credere nell'amore e nell'amicizia che non sono cose vecchie, sono cose umane".
J.Bergmann--BTB