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L'allarme degli esercenti, con Netflix-Warner a rischio le sale
Unic e Anec esprimo "profonde preoccupazioni"
Esercenti cinematografici in allarme per l'operazione Netflix-Warner Bros. Discovery che potrebbe a loro giudizio mettere a rischio la centralità delle sale, arrecando "danni irreversibili" all'industria del cinema. "Le notizie sulle trattative in corso per l'acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Netflix avevano spinto l'Anec, già in apertura delle Giornate Professionali di Cinema a Sorrento, a riportare al centro del dibattito la necessità di tutelare l'uscita cinematografica e il riequilibrio della filiera, con particolare attenzione al ripristino della cronologia dei media. Un argomento, quello delle window, ripreso più volte nel corso della manifestazione conclusasi giovedì 4 ottobre", ricorda l'associazione italiana degli esercenti in una nota. "La presidenza Unic (Unione Internazionale dei Cinema, che rappresenta circuiti e associazioni di 39 Paesi), per voce del presidente Phil Clapp e della Ceo Laura Houlgatte, ha diffuso ieri un comunicato molto chiaro, esprimendo le profonde preoccupazioni dell'esercizio cinematografico internazionale - afferma l'Anec - rispetto all'operazione e ai suoi potenziali, devastanti effetti sulla disponibilità di contenuti (come già avvenuto a seguito dell'acquisizione della Fox da parte di Disney), sulla diversità dell'offerta e sulla tenuta economica delle sale e dell'intera industria in Europa". "La sparizione di una major all'interno di un gruppo guidato da un operatore che in passato ha mostrato scarso interesse verso lo sfruttamento in sala potrebbe ridurre in modo significativo il numero di film disponibili e indebolire ulteriormente l'esclusività delle uscite cinematografiche - un pilastro che garantisce sostenibilità, varietà e valore culturale all'esperienza cinematografica e inoltre occupazione e vivibilità del territorio", si legge nella nota stampa dell'Unic. L'Anec "condivide pienamente tali timori, suffragati dal fatto che sinora i vertici Netflix hanno manifestato di non aderire al modello di business incentrato sulla centralità della sala, portando in sala solo per periodi limitati i suoi film, pochi giorni prima dell'uscita in piattaforma e solo per farli concorrere ai premi dell'industria. Un'offerta ridotta, che ha al centro lo sfruttamento streaming, non potrà che portare danni irreversibili all'industria del cinema e alla chiusura di sale con forti ripercussioni a livello occupazionale. Nel nostro Paese, la riflessione sui tempi delle window nelle sale si inserisce in un quadro più ampio che vede il nostro comparto attendere certezze sul recupero dei tagli previsti in manovra finanziaria, la stabilizzazione dei tempi di attuazione delle misure e degli incentivi in favore delle sale". Per queste ragioni, il presidente Anec Mario Lorini "ritiene fondamentale che eventuali operazioni di concentrazione nel mercato globale dell'audiovisivo vengano valutate con la massima attenzione, riaffermando il proprio impegno nel difendere la centralità della sala e nel collaborare con istituzioni, partner industriali e organismi europei affinché la diversità dei contenuti, la pluralità degli operatori e una corretta valorizzazione dell'esclusiva cinematografica restino elementi imprescindibili per il futuro del settore". "Rivolgo un appello al ministro della Cultura Alessandro Giuli e alla sottosegretaria Lucia Borgonzoni - conclude Lorini - affinché promuovano un confronto istituzionale per avviare un più ampio dibattito a livello europeo".
A.Gasser--BTB