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Al Bif gli scatti d'epoca del cinema italiano del dopoguerra
Inaugurata la mostra fotografica nel Palazzo Starita a Bari
di Isabella Maselli "Il cinema non è niente di trascendentale. È un artigianato divertente". Queste parole di Mario Monicelli e tante altre che hanno raccontato il cinema italiano del secondo dopoguerra per bocca dei suoi protagonisti, da Dino Risi ad Alberto Sordi a Luigi Comencini, accompagnano i circa 200 scatti in mostra nelle stanze del Palazzo Starita di Bari. L'esposizione, curata dal giornalista e critico cinematografico Silvio Danese, si intitola 'Sembra ch'è passato un giorno. Voci, storie, immagini dal romanzo del cinema italiano' e apre la settimana barese del Bif&st, il festival internazionale di cinema, che sarà inaugurato domani sera nel teatro Petruzzelli con anteprime nazionali e mondiali, retrospettive, cortometraggi e documentari, film in concorso e tanti ospiti del cinema di oggi, a partire dai premi Oscar Giuseppe Tornatore e Wes Studi. La mostra, con immagini d'epoca degli anni Cinquanta e Sessanta e le voci originali in sottofondo, nasce proprio dall'idea che "il cinema ha a che fare profondamente col senso del tempo, con la memoria. Il cinema - ha spiegato il direttore artistico del Bif&st, Oscar Iarussi - lavora esattamente su questo criterio elastico del tempo. La mostra rende omaggio alle stagioni d'oro del cinema italiano, restituendo quello che eravamo e come siamo diventati: non un'operazione nostalgica, ma lavorando sul tempo e con esso sull'orizzonte, lavora sul futuro". Una "mostra teatrale" l'ha definita il curatore Danese, richiamando le parole di Monicelli, con stampe d'epoca "che conducono il visitatore nel mondo del mito di quel cinema che ha a che fare con l'identità fondativa dell'Italia del dopoguerra". Gli scatti non sono in posa, ripropongono momenti di vita, dietro le quinte. E così il percorso espositivo, che sarà visitabile fino al 12 aprile, ricostruisce un racconto fatto di immagini, parole e memorie, che restituiscono i grandi protagonisti del cinema italiano anche fuori dal set: una vera e propria passeggiata audiovisiva, costruita a partire da stampe storiche, archivi fotografici e registrazioni tratte da interviste e testimonianze d'epoca. Un capitolo speciale della mostra è dedicato a Claudia Cardinale, cui il festival rende omaggio con il poster della 17ma edizione. Nei testi e nei materiali audio in mostra, emergono aneddoti, riflessioni e ricordi che raccontano l'energia culturale dell'Italia del dopoguerra. "Noi partivamo da zero - riecheggiano le parole di Dino Risi - Lo zero subito dopo la guerra. Era tutto possibile, più che in altri momenti. Eravamo vivi dopo un disastro".
O.Bulka--BTB
