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Pupi Avati, nel dolore è bello tornare alla voce della mamma
In sala 'Nel tepore del ballo' con Ghini, Ferrari e De Sio
(di Francesco Gallo) Un pugno allo stomaco alla tv trash con una straordinaria Giuliana De Sio, il valore dell'amore e del regredire all'infanzia nelle difficoltà, una stupenda Isabella Ferrari senza trucco e il tesoro della voce registrata di una madre che non si è mai conosciuta. Sono alcuni degli elementi di 'Nel tepore del ballo', ultimo film pieno di spleen di Pupi Avati, già al Bifest e ora in sala il 30 aprile con 01. Al centro di tutto la storia di Gianni Riccio (Massimo Ghini), conduttore tv la cui vita viene sconvolta da uno scandalo giudiziario. Tra Roma e Jesolo dove sarà agli arresti domiciliari, il film racconta appunto questa caduta pubblica e poi il tentativo di rinascita di quest'uomo con un passato segnato dalla perdita precoce dei genitori e di Clara (Ferrari), suo primo grande amore sacrificato alla carriera. "Mi è sempre piaciuto pensare che le persone quando si trovano in un momento di difficoltà vanno ad aprire il bagagliaio dei loro ricordi, per riconsiderare una storia con un essere umano che si è amato. Si regredisce, si torna indietro e spesso questo è un viaggio davvero struggente perché il dolore è fondamentale per crearci un'identità e farci capire la sofferenza degli altri" dice Pupi Avati. Quanto conta per Gianni Riccio la voce registrata della madre, morta di parto, per lui che è orfano anche di padre (Raul Bova)? "L'aggrapparsi alla voce della madre registrata per Gianni Riccio diventa l'ultima risorsa, una cosa che lo salva quando si trova in difficoltà". E aggiunge il regista: "Fare un film di questo genere in Italia non è affatto facile, ovvero un film che si autodefinisce libero, ma non lo è per niente. Cioè mettere su un cast dove non ci sono certi attori è quasi impossibile. Abbiamo avuto la sfrontatezza di raccontare una storia così e devi prepararti all'idea che sarai punito in molti modi. Si paga un prezzo altissimo nell'essere liberi". Questo film per Ghini: "Riflette un po' il momento storico che stiamo vivendo, la corsa al successo effimero, il passaggio repentino verso una bolla d'aria piena di fragilità.". Giuliana De Sio rifiuta con forza che il suo personaggio sia ispirato a Barbara D'Urso: "Mi ci volete far litigare? Pupi mi ha solo detto di fare una pazza sopra le righe, ma sempre credibile. Alla fine - aggiunge l'attrice - il mio personaggio mi fa pure tenerezza con quella minigonna e quei boccoli". "Dopo un'ora che avevo incontrato Avati nel suo studio dove abbiamo parlato di noi e del nostro modo di vedere la vita mi ha detto: 'tu sei Clara' - dice Isabella Ferrari -. 'Sento che sei quel personaggio senza passare però dal trucco, senza abbellimenti'. Questo di Clara - continua l'attrice - è un personaggio dark bellissimo perché è la parte più umana del protagonista ed è intriso della malinconia di un cinema che oggi mi manca". Infine Avati commenta così l'assenza di film italiani al prossimo Festival di Cannes. "C'è a mio avviso una grande potenzialità nel cinema italiano, ma anche uno strano destino che lo accompagna difficile da capire. Cito ad esempio, con ammirazione e sospetto, il caso Luca Guadagnino che ottiene per i suoi film delle cifre che sono fuori dal mondo, e questo per lavori assolutamente non commerciali e che non portano a casa nulla". Nel cast anche: Lina Sastri, Sebastiano Somma, Pino Quartullo, Morena Gentile e Manuela Morabito.
O.Krause--BTB