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Giovani e talentuosi, Dueñas e Malofeev in duetto a Milano
Concerto al conservatorio con un excursus sulla firna sonata
Non hanno cinquant'anni in due, ma hanno fatto una lezione di storia della musica ieri sera al conservatorio di Milano il pianista Alexander Malofeev e la violinista Maria Dueñas, che in un concerto che rientra nella stagione della Società del Quartetto hanno fatto un excursus nella forma-sonata. Partenza con la Sonata n. 4 in la maggiore di Franz Schubert, composta nel 1817 in cui piano e violino dialogano alla pari (una modifica rispetto al concerto al festival di Edimburgo dove erano partiti con un brano di Karol Szymanowsky). La sonata n. 3 in Sol minore di Debussy risale invece al 1917 e i cento anni di distanza si sentono in questo testamento musicale scritto dal compositore francese un anno prima di morire. Dopo l'intervallo, il programma si è concluso con la Sonata in la maggiore di César Franck del 1886. Le tre opere mostrano come si evolve la 'voce' del violino, che smette di essere appunto solo una imitazione della voce umana, ma racconta gli sbalzi dell'anima: in Schubert mostra la speranza di un'armonia possibile, in Debussy registra la crisi della percezione moderna mentre in Franck si arriva a una sintesi monumentale. Malofeev - che ha debuttato alla Scala nel 2017 a soli 15 anni - ha mostrato la sua abilità lasciando avanti non solo fisicamente Dueñas, che alla fine del concerto si è fermata per autografare i suoi cd. Due i bis fra gli applausi del pubblico: il valse triste di Franz von Vecsey e poi il divertimento dell'Ukulele Serenada di Aaron Copland.
J.Horn--BTB
