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Gianni Versace, una retrospettiva a Parigi a 30 anni dalla morte
450 capi e accessori, dal 5 giugno al 6 settembre nel Musée Maillol
(di Patrizia Vacalebri) Nell'anno in cui Gianni Versace avrebbe comoiuto 80 anni (il 2 dicembre) e in vista del 30/o anniversario della scomparsa (15 luglio 1997), Parigi dedica una grande mostra alla figura iconica e visionaria della moda che ha lasciato il segno nella sua epoca con un'estetica audace in cui glamour, sensualità e opulenza barocca convergono. Dal 5 giugno e per tutta l'estate il Musée Maillol ospiterà la prima grande retrospettiva francese dedicata allo stilista dal 1986. Esposti quasi 450 pezzi: creazioni originali e silhouette, accessori, bozzetti, oggetti decorativi, fotografie, video e rare interviste in grado di offrire una panoramica completa dell'opera di Gianni Versace. In una scenografia pop, curata da Nathalie Crinière, la mostra ripercorre un'intera carriera dedicata alla creazione e svela le molteplici ispirazioni che hanno plasmato l'universo Versace: gli esordi nella sartoria di famiglia in Calabria, l'iconografia della religione cattolica, l'ispirazione della statuaria greca, l'opera italiana e il suo fascino per il Barocco e le sue opulente stampe. Già acclamata a Londra, Berlino e Malaga, così come in diverse altre città europee, la mostra trova ora naturalmente la sua collocazione a Parigi, dove la moda si afferma come un linguaggio artistico e culturale. La mostra è una produzione Dreamrealizer, non è collegata né associata alla società Gianni Versace S.r.l. o alla famiglia Versace. Curatori della mostra sono Saskia Lubnow e Karl von der Ahé. "È nel mio lavoro che mi troverete": collocata sotto la scritta di questa citazione di Versace, la mostra esplora le molteplici ispirazioni che hanno plasmato l'universo dello stilista attraverso la presentazione di oltre 120 silhouette e manichini. Dal modernismo italiano ai riferimenti all'antichità della Magna Grecia, dallo splendore del Barocco alle influenze della Pop Art, la mostra rivela una moda nutrita di storia, arte e cultura popolare. Le creazioni dialogano con i mondi di Botticelli, Canova e Picasso, ma anche con l'energia grafica della Pop Art, incarnata da Andy Warhol, mentre artisti contemporanei come Julian Schnabel dimostrano il profondo legame dello stilista con la cultura visiva del suo tempo. L'esposizione esplora anche come questa estetica sia stata catturata da grandi fotografi di moda, tra cui Richard Avedon, Irving Penn, Helmut Newton, Patrick Demarchelier e Mario Testino, le cui fotografie hanno contribuito a diffondere l'immagine sensuale delle sue creazioni in tutto il mondo. La mostra mette inoltre in luce gli stretti legami tra Versace e le figure di spicco della cultura popolare, da icone della musica come Madonna, Elton John, George Michael, Grace Jones e Prince, a personalità del cinema e del palcoscenico internazionale come la Principessa Diana ed Elizabeth Hurley. Ricorda inoltre il ruolo fondamentale nel lanciare le prime top model, da Carla Bruni a Naomi Campbell, da Cindy Crawford a Claudia Schiffer, da Karen Mulder a Linda Evangelista. Video delle sfilate, servizi fotografici e riviste riportano in vita quel periodo. Dalle ispirazioni punk e degli anni '90 alle silhouette più minimaliste della fine della sua carriera, passando per l'energia solare di Miami e l'iconografia mediterranea delle sue stampe su seta, la mostra ripercorre l'evoluzione di uno stile audace che ha rinnovato il dialogo tra moda e arte. Per lo stilista nato in Calabria nel 1946, Parigi era la passerella del mondo. Alla fine degli anni '70, Gianni contribuì a spostare il centro di gravità della moda verso Milano, ma Parigi restava il palcoscenico storico dove le più grandi case di haute couture presentavano le loro collezioni. Così scelse Parigi per far sfilare la sua nuova linea di haute couture, "Atelier Versace", nel 1989. Da quel momento le sue sfilate al Ritz Hotel di Place Vendôme divennero leggendarie. Fino all'ultima apparizione, circondato dalle sue supermodelle, prima della sua tragica scomparsa a Miami nel 1997.
D.Schneider--BTB
