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Eurovision al via tra le proteste anti Israele, sul palco Sal Da Vinci
In una Vienna blindata la prima semifinale, Pro Pal in piazza con le bare
Una deposizione simbolica di piccole bare nella centralissima Schwedenplatz: in una Vienna blindata da un massiccio dispositivo di sicurezza, è la protesta scelta dagli attivisti Pro Pal nel giorno della prima semifinale della 70/a edizione dell'Eurovision Song Contest, che vede sul palco della Wiener Stadhalle anche Israele, al centro del più vasto boicottaggio politico nella storia del concorso. Tra i quindici artisti che si esibiscono durante la serata, anche il nostro Sal Da Vinci, che ha scatenato invece un'ondata generale di entusiasmo. Ben cinque Paesi - Spagna, Irlanda, Slovenia, Paesi Bassi e Islanda - si sono ritirati dalla gara in segno di dissenso contro le operazioni militari nella Striscia di Gaza e contro la disparità di trattamento rispetto alla Russia, esclusa dall'Esc dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022. Le defezioni sarebbero state ancora più ampie se Bulgaria, Romania e Moldavia non avessero deciso di rientrare. Alle polemiche si è aggiunta la campagna No Music for Genocide: oltre 1.100 artisti, tra cui Macklemore, Peter Gabriel e i Massive Attack, hanno firmato una lettera aperta contro la partecipazione di Israele. Al grido di "Nessun palco per il genocidio", i manifestanti si preparano anche a una protesta in musica venerdì e a un corteo sabato 16 maggio, giorno della finale del contest. "La cultura non può utilizzata per ripulire l'immagine", ha ribadito il ministro della Cultura spagnolo Ernest Urtasun a margine del Consiglio Ue Cultura, riferendosi anche alla presenza del Padiglione di Mosca alla Biennale di Venezia. Alla base della mobilitazione, anche le preoccupazioni espresse da alcune emittenti per la libertà di stampa, dal momento che Israele impedisce ai giornalisti stranieri di accedere alla Striscia. E sospetti su una presunta manipolazione del sistema di televoto per favorire il rappresentante di Tel Aviv nell'edizione 2025, tenutasi a Basilea, in Svizzera: secondo un'inchiesta del New York Times, il governo israeliano avrebbe investito almeno un milione di dollari per condizionare l'esito della gara. L'European Broadcasting Union, che organizza lo show, nelle parole del direttore, Martin Green, ha escluso condizionamenti sui risultati. Ma dopo aver modificato il regolamento, riducendo da venti a dieci il numero massimo di preferenze per ogni spettatore, l'Ebu ha emesso un richiamo formale nei confronti di Kan, l'emittente israeliana, dopo che il team del cantante Noam Bettan ha diffuso video in più lingue per invitare il pubblico a utilizzare tutti e dieci i voti disponibili a suo favore nella prima semifinale. Il ventottenne Bettan, in gara con Michelle, brano in ebraico, francese e inglese, sale sul palco intorno alle 22. Prima di lui, intorno alle 21.40, spazio a Sal Da Vinci, che promette uno show travolgente con la sua Per Sempre Sì: il brano con cui ha vinto il Festival di Sanremo ha raggiunto oltre 36 milioni di stream e oltre 25 milioni di view per il videoclip e lo spoiler delle prove ha infiammato i social, diventando in poche ore il contenuto più visualizzato, condiviso e commentato tra quelli legati all'Eurovision. Sal Da Vinci si esibisce fuori concorso, così come la Germania, già qualificata di diritto per la finale insieme all'Austria, Paese ospitante e campione in carica, Francia e Regno Unito che invece saranno sul palco nella seconda semifinale di giovedì 14 maggio. Tra i quindici artisti della prima serata, che si apre con la Moldavia, anche San Marino con Senhit, in coppia con Boy George sulle note di Superstar. In dieci staccheranno il pass per la finale di sabato. I favoriti per la qualificazione sono Finlandia, Grecia, Israele, Svezia e Croazia. In particolare, i finlandesi Linda Lampenius e Pete Parkkonen vengono dati in pole position per la vittoria del contest con la loro 'Liekinheitin', ovvero 'lanciafiamme'. "Siamo così presi dalla musica e da ciò che facciamo nei brani, che è proprio questo che cerchiamo sempre: l'emozione. Deve venire da qui: dal cuore", ha dichiarato la violinista Lampenius alla France Presse.
G.Schulte--BTB
