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>ANSA-FOCUS/ A Cannes tanta storia di Francia, oggi passa 'Notre salut'
In selezione anche Jean Moulin, De Gaulle e Bobigny
(di Francesco Gallo) Forse sarà per le molte ombre di guerra del presente, ma mai come quest'anno nella selezione ufficiale del Festival di Cannes la storia di Francia recente è messa allo specchio: si va da 'Notre salut' di Emmanuel Marre a 'Moulin' di László Nemes, biopic su Jean Moulin; da 'De Gaulle: L'Âge de Fer' di Antonin Baudry, fino a 'L'Affaire Marie-Claire' sul celebre 'processo di Bobigny'. Intanto 'Notre salut' di Emmanuel Marre passato stamattina in concorso. Nel 1940, Henri Marre (Swann Arlaud), uomo non troppo carismatico ma molto determinato, arriva da solo a Vichy, aspirando a ritagliarsi un posto nel nuovo regime. Non a caso nella sua valigia ha un manoscritto politico autodidatta, 'Notre Salut', che intende pubblicare. Nella sua testa è un modo di contribuire a salvare la Francia dalla disfatta attraverso idee tecnocratiche e patriottiche. Il libro funziona e così incassa un posto da funzionario nel governo Petain alleato al nazismo. Il film, inutilmente lungo, è un po' uno spaccato di certe aspirazioni politiche. Ora Henry Marre non è certo un genio, ma sicuramente un opportunista e c'è chi nel film lo capisce gli dice: "quel libro è davvero per 'notre salut', la nostra salvezza o solo per la vostra". Nel film c'è anche un elemento autobiografico: Emmanuel Marre ha dichiarato che il personaggio è ispirato al proprio bisnonno. In 'Moulin' di László Nemes le vicende di Jean Moulin (Gilles Lellouche), a capo della Resistenza francese e delegato del generale Charles de Gaulle durante l'occupazione nazista. E nel film pieno di orrori c'è la diabolica dialettica tra lui, uomo tutto di un pezzo e incorruttibile, e il famigerato Klaus Barbie (Lars Eidinger). E, va detto che in gran parte del film Nemes descrive puntualmente queste torture raffinate e infinite che colpiscono il partigiano nel lungo periodo di prigionia. Ma Moulin non crolla e preferisce il martirio. 'De Gaulle: L'Âge de Fer' di Antonin Baudry racconta invece il grande protagonista dietro la figura di Jean Moulin, ovvero un altro monumento nazionale come Charles de Gaulle. E questo nei suoi anni più difficili tra il 1940 e il 1944. Dopo la disfatta militare e l'armistizio firmato dal governo di Vichy, de Gaulle si rifugia infatti a Londra quasi privo di legittimità. Da qui nasce però il suo appello del 18 giugno trasmesso dalla BBC, con cui invita i francesi a continuare la lotta contro l'occupazione nazista. Nel film non solo la guerra contro il nemico esterno, ma soprattutto la battaglia diplomatica e simbolica del Generale per imporsi come unica voce legittima della Francia. Sempre sul fronte storia di Francia nelle proiezioni speciali a Cannes c'è poi 'L'Affaire Marie-Claire' che rievoca il "processo di Bobigny" (1972), uno dei casi giudiziari più importanti nella storia sociale francese. Chi era Marie-Claire Chevalier? Una ragazza minorenne processata per aver abortito dopo uno stupro. Il processo pubblico che ne seguì si trasformò in una tribuna politica contro la legge che criminalizzava l'aborto, contribuì in modo determinante al cambiamento dell'opinione pubblica e aprì la strada alla legge Loi Veil, promossa da Simone Veil, che nel 1975 legalizzò l'interruzione volontaria di gravidanza in Francia.
R.Adler--BTB
