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La grande danza al Circo Massimo con Romeo e Giulietta di John Cranko
Il 24 e 25 luglio in scena il Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma
La grande danza al Circo Massimo. Il Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma, diretto da Eleonora Abbagnato, è il protagonista il 24 e 25 luglio di Romeo e Giulietta, del coreografo sudafricano John Cranko (1927-1973) sulle musiche di Sergej Prokof'ev. La vicenda shakespeariana ha ispirato alcuni dei maggiori coreografi del secolo scorso, dalle celebri versioni di Leonid Lavrovskij (1940) e Frederick Ashton (1955) a quella di John Cranko, presentata per la prima volta nel 1958 a Venezia con il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e Carla Fracci prima interprete nella creazione di Cranko del ruolo di Giulietta. La coreografia, rielaborata dallo stesso Cranko nel 1962 per lo Stuttgart Ballet, coniuga la tensione drammatica della lettura di Lavrovskij con il lirismo di Ashton, dando vita a un balletto che è divenuto simbolo della compagnia di Stoccarda e uno dei capolavori della danza del XX secolo. Nel ruolo di Giulietta l'étoile Susanna Salvi è affiancata dal primo ballerino Michele Satriano in quello di Romeo. Completano il cast il primo ballerino Claudio Cocino (Tebaldo), la prima ballerina Marianna Suriano (Rosalina), il primo ballerino Simone Agrò (Mercuzio), Mattia Tortora (Benvolio) e il solista Giacomo Castellana (Paride). La direzione dell'Orchestra dell'Opera di Roma è affidata a Ido Arad. Scene e costumi sono di Jürgen Rose, tra i maggiori scenografi e costumisti del teatro europeo e storico collaboratore di John Cranko, autore delle scene e dei costumi della versione del 1962 e già presente nell'edizione romana del 1995; le luci e la supervisione tecnica sono di Steen Bjarke. La supervisione dei costumi è affidata a Diana Eckmann, quella coreografica a Reid-Anderson-Graefe. La coreografia è ripresa da Yseult Lendvai, che nel 1995 interpretò Giulietta al Teatro Costanzi in alternanza con Carla Fracci e oggi trasmette questa storica versione alla nuova generazione di interpreti. "La sfida è creare un balletto su due livelli: come danza e come storia", spiegò John Cranko. In Romeo e Giulietta questo principio si traduce in una coreografia in cui il racconto si sviluppa attraverso il movimento, mantenendo in equilibrio costante l'espressione drammatica e la scrittura coreografica. Coerentemente con questa visione, Cranko rinnova il vocabolario della tradizione accademica: "La danza classica deve essere liberamente fusa con elementi acrobatici o passi di danza popolare, purché vengano usati in maniera poetica", delineando un lessico coreografico di grande libertà espressiva. La produzione segna il ritorno di un titolo profondamente legato alla storia del Costanzi: entrato nel repertorio del Teatro dell'Opera di Roma nel 1995, Romeo e Giulietta è stato successivamente ripreso nel 1996, nel 2001, nel 2002 e nel 2003. L'ultima presenza del titolo risale al 2010, alle Terme di Caracalla, in una versione firmata da Carla Fracci.
M.Furrer--BTB