Berliner Tageblatt - Andrea Zorzi a Giffoni, "lo sport non è metafora della vita, solo un pezzo"

Andrea Zorzi a Giffoni, "lo sport non è metafora della vita, solo un pezzo"

Andrea Zorzi a Giffoni, "lo sport non è metafora della vita, solo un pezzo"

La leggenda del volley e i campioni del nuoto Dotto e Rivolta a colloquio con i ragazzi

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Andrea Zorzi, Matteo Rivolta e Luca Dotto, tre campioni dello sport azzurro, sono stati tra i protagonisti della giornata al Giffoni Film Festival, entusiasmando i ragazzi con le loro storie e consigli. La leggenda della pallavolo rende il giusto omaggio al momento d'oro dell'Italvolley, "due squadre giovani i cui risultati, ottenuti con protagonisti così bravi e così diversi, mi riempiono di orgoglio" ma, avverte, il successo non è tutto, perché "il mondo non è diviso tra vincenti e perdenti". "Nel contesto giovanile accade ancora di più - spiega Zorzi - c'è un Everest da scalare: o sono in cima oppure ho fallito. Non è vero, lo sport è solo una stanza di una casa chiamata vita. Posso aver vinto o perso, ma è solo una partita, non l'universo". I campioni del nuoto Rivolta e Dotto raccontano la dimensione più autentica dello sport: quella fatta di talento, sacrificio, pazienza e capacità di trasformare in un momento concreto l''impossibile', tema sul quale era incentrato il loro incontro con i ragazzi. "È quel brivido di incoscienza e di pazzia che ti fa sognare di raggiungere l'impossibile, ti dà la linfa per superare gli ostacoli o i periodi terribili - ha spiegato Rivolta -. Da piccolino vedi impossibile qualificarti ai campionati italiani, poi lo diventa immaginare di vincere una medaglia olimpica, ma è un bene se ti aiuta a migliorare e non se è un peso che ti schiaccia". Ai ragazzi in sala è arrivato anche un messaggio sul rapporto con gli errori e con il futuro, con Dotto che ha parlato della paura del dopo carriera: "Ho avuto sempre il terrore della fine, anche a 20 o 21 anni. Quando ci si focalizza troppo sul futuro, si perde il presente. Avere un obiettivo ha senso, ma bisogna anche godersi il viaggio".

F.Müller--BTB