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In sala arriva 'Borgo', thriller carcerario pieno di ambiguità
Protagonista la straordinaria Hafsia Herzi agente penitenziario
(di Francesco Gallo) Nel segno dell'ambiguità, della contaminazione e soprattutto del difficile equilibrio tra guardie carcerarie e detenuti, arriva in sala il 6 agosto 'Borgo', thriller/dramma poliziesco francese di Stéphane Demoustier. Una sorta di polar carcerario da non perdere anche solo per vedere in azione la recitazione metallica e ultra minimalista di Hafsia Herzi che ha vinto un meritatissimo César 2025 proprio per questo film. È lei Mélissa, 32 anni, silenziosa ed efficiente agente penitenziaria che insieme al marito Djibril, eternamente disoccupato, e ai loro due figli lascia la Francia continentale troppo cara e si trasferisce in Corsica, cercando un nuovo inizio. Viene assegnata al centro penitenziario di Borgo, vicino a Bastia, un carcere all'avanguardia con equilibri molto diversi da quelli a cui è abituata. Qui Mélissa entra in contatto con Saveriu Pietri, giovane detenuto corso influente, interpretato da Louis Memmi che le facilita l'inserimento nel carcere e inizia a proteggerla. Ed è qui che nasce il meccanismo perverso del film: ovvero un favore ne genera un altro e ricambiare un favore a un detenuto non è la stessa cosa che farlo ad un amico. Quando Saveriu viene liberato, contatta Mélissa perché ha bisogno di un suo favore e la donna finisce dentro un ingranaggio legato alla criminalità organizzata corsa dal quale è difficile uscire. Il film, come spesso capita nelle sceneggiature felici, è ispirato a una storia vera: un duplice omicidio avvenuto all'aeroporto di Bastia-Poretta il 5 dicembre 2017. Le vittime furono Antoine Quilichini e Jean-Luc Codaccioni, uccisi all'uscita dell'aeroporto. Nell'inchiesta emerse il ruolo di Cathy Sénéchal, ex agente penitenziaria che aveva lavorato proprio nel carcere di Borgo ed era entrata in rapporto con esponenti della criminalità corsa. Un capitolo a parte merita Hafsia Herzi, vero centro gravitazionale di quest'opera in cui interpreta credibilmente un personaggio che sembra non mostrare mai il suo vero volto né alcuna identità: subisce o sa quello che fa? Nata nel 1987 da una famiglia di origini nordafricane, nel 2007 l'attrice è la protagonista di 'Cous Cous', di Abdellatif Kechiche con cui vinse il Premio Marcello Mastroianni a Venezia e successivamente il César 2008 come migliore promessa femminile, poi arriva appunto il Cesar per 'Borgo'. Ma Herzi aveva anche esordito come regista e sceneggiatrice nel 2019 con Tu mérites un amour e successivamente aveva diretto prima Bonne Mère (2021) e poi La Petite Dernière in concorso ufficiale a Cannes 2025. Infine, tornando al film, che ne pensa davvero Hafsia Herzi del suo personaggio così ambiguo? "Per me - dice con un certo candore - è solo una donna che cerca di fidarsi di un ragazzo per conquistare il suo affetto e finisce per essere sfruttata. Almeno, questo è ciò che mi ha colpito leggendo la sceneggiatura e ciò che mi sono immaginata".
Y.Bouchard--BTB