-
Lollobrigida: dal 4 novembre 500 euro a oltre 1 milione di famiglie
-
Lmdv ci riprova, offerta per acquistare tutte le quote di Delfin
-
Borsa: Europa debole in apertura, Parigi -0,13%, Londra -0,36%
-
Confesercenti: "Allarme caro vita, in questo trimestre a rischio consumi per 1,4 miliardi'
-
Borsa: Asia contrastata, occhi sul voto Usa, Tokyo -0,33%
-
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi apre in calo sotto i 118 punti
-
L'utile semestrale di Ryanair scivola del 15% a 2,15 miliardi
-
Euro in aumento, scambiato a 1,1187 dollari
-
Il gas scende a 101,45 euro sulla piazza Ttf di Amsterdam
-
Prezzo dell'oro in aumento, Spot scambiato a 3.907 dollari
-
Prezzo del petrolio in calo, Wti scambiato a 100,68 dollari
-
Binance, gli utenti prelevano oltre 3 miliardi di dollari dopo l'attacco hacker
-
'Gli Usa premono per il ripristino delle vendite di gas russo in Ue attraverso l'Ucraina'
-
Mosca, hackerata l'app di allerta per attacchi aerei
Spotify limita i brani generati con l'IA nei sistemi di raccomandazione
Escluse dai suggerimenti 50 milioni di tracce create con software automatici
Spotify ha annunciato una serie di interventi volti a ridurre la circolazione di tracce musicali generate da intelligenza artificiale e classificate come spam o contenuti di bassa qualità. In base ai dati diffusi dall'azienda, nel corso del 2026 circa 50 milioni di brani contrassegnati con tali criteri sono stati esclusi dagli algoritmi di raccomandazione e dalle playlist curate dalla redazione interna, con l'obiettivo di privilegiare la produzione degli artisti umani. La decisione fa seguito al monitoraggio delle abitudini degli ascoltatori, che hanno mostrato una frequente tendenza a ignorare o scartare i brani generati dall'IA. Per individuare queste tracce, la società combina l'analisi dei metadati, le segnalazioni degli utenti e software di terze parti dedicati al riconoscimento dell'audio sintetico, pur riconoscendo le limitazioni di tali strumenti di fronte alla rapida evoluzione delle tecnologie generative. "Lavoriamo per identificare con maggiore sicurezza contenuti di scarsa qualità o spam", si legge in una nota. L'esclusione dai motori di raccomandazione non equivale all'eliminazione fisica dei file dal catalogo, a differenza di altre piattaforme concorrenti che hanno implementato filtri di blocco per gli utenti o sospeso le royalty per l'audio interamente artificiale. Per arginare la monetizzazione da parte di soggetti terzi, Spotify fa affidamento sulla soglia minima di mille riproduzioni necessarie all'erogazione dei diritti d'autore, affiancata dall'introduzione di etichette nei crediti per segnalare l'impiego dell'intelligenza artificiale e dall'estensione dei controlli sui profili verificati.
K.Brown--BTB