-
Nasce Osservatorio civico, chiarimenti da Tari a welfare comuni
-
Assoutenti, la guerra fa schizzare i prezzi, zucchine +31% a ottobre
-
Atletica: Kipchumba vince la Maratona di Istanbul
-
Manovra, rinvio per le compensazioni del Superbonus, spalmate su 10 anni
-
Rugby femminile: l'Australia travolge 124-6 il Galles, è nuovo record
-
MotoGp: Marc Marquez, 'Mondiale piloti? Dobbiamo rimanere concentrati'
-
Tennis: Diana Shnaider vince il torneo di Tokyo
-
MotoGp: Marc Marquez vince il Gp della Malesia
-
Nba: vittorie esterne per Philadelphia e Portland
-
Tennis: Paoloni-Errani vincono il torneo di doppio di Tokyo
-
++ Wnba: le Valkyries e la Zandalasini vincono il titolo 2026 ++
-
Repubblica Centrafricana, esercito sventa tentativo di presa del potere dei miliziani
-
Boxe: "Canelo" Alvarez batte Mbilli e riconquista il titolo WBC dei supermedi
-
In Texas hanno già votato 7,5 milioni di elettori, è record
-
Trump: 'Non abbiamo fretta sull'Iran, abbiamo uno o due siti di cui occuparci'
-
Città del Messico, parata da 1,6 milioni di spettatori per i defunti
-
Chivu "approccio sbagliato ma non butterei tutto, ritroviamo fame e umiltà"
-
L'orgoglio di Amorim: "Dopo Bologna avevamo tanta voglia di riscattarci"
-
GP Messico: Antonelli "domani cercherò di fare una bella partenza"
-
F1: Hamilton in Messico ritrova la pole, Antonelli partirà quarto
-
'Fbi, Corea del Nord responsabile dell'attacco hacker a Binance'
-
Il derby è del Milan, l'Inter battuta 3-1
-
Commissione Ue, 'presidente Polonia convalidi la nomina dei nuovi giudici'
-
Gasperini, dalla Roma "prestazione di assoluto livello"
-
Figc: Marotta 'contrapposizioni tra le parti, ma vogliamo il bene del calcio"
-
Marotta 'il nuovo stadio progetto stratosferico, derby spot per tutti'
-
Tusk, 'attacco alla Corte è nuova violazione dello stato di diritto del Pis'
-
Atp Vienna: De Minaur batte Zverev, è in finale con Alcaraz
-
Serie A: Udinese-Roma 2-5
-
GP Messico, Norris il più veloce nelle terze libere
-
Salvini, 'se il Parlamento vuole un contributo maggiore dalle banche è sovrano'
-
Torna restaurato lo scandaloso 'L'Impero dei Sensi' ed è uncut
-
Premier: Manchester City sconfitto dal Brighton, il primato è a rischio
-
Binance reintegra il 90% degli asset sottratti con l'attacco informatico
-
Per vent'anni nel coro del Maggio Musicale, a 87 anni canta La Bohème in rsa
-
In Messico Ocon appiedato dalla Haas, al suo posto Hirakawa
-
Rubio, non so se Putin sarà a Miami, con Lavrov discusso possibile incontro ad Apec
-
Torna 'Il cinema di Fellini' di Brunello Rondi
-
Rubio, Trump non ha ancora deciso su un nuovo attacco all'Iran
-
Juve: Spalletti 'Carnevali perfetto, ha toccato tasti giusti'
-
Spalletti, 'tutti vogliamo rimettere la Juve in carreggiata'
-
Juve: Spalletti, 'per vincere serve più voglia degli altri'
-
Atp Vienna: Alcaraz batte Medeved e va in finale
-
Manovra: raddoppiano puntate e vincite alle slot, debito scontato ai gestori
-
Serie A: Bologna-Monza 2-1
-
Cgil, 'manovra peggio delle peggiori aspettative, accelera declino e impoverimento'
-
Ambasciata Usa, registrata una minaccia credibile al museo Tsaritsyno di Mosca
-
Benji & Fede 'diventano' maxisculture di cioccolato del Gabon a Sciocolà
-
Zelensky, 'rientrati in Ucraina i residenti evacuati da Oleshky'
-
Violente proteste a Tirana, sassi e molotov contro la polizia
Ivana: Dal buio del Fentanyl
«Il fentanyl era la risposta al mio disagio». È la frase con cui Ivana, oggi 28enne, sintetizza un passato di sofferenza e di dipendenza da oppioidi. La sua testimonianza, raccontata nel terzo episodio (EP.3) di una serie di interviste divulgative, è la cronaca di una caduta e di una risalita che parlano a molte famiglie italiane.
Figlia di due medici, cresciuta tra Arezzo e le radici ugandesi trasmesse dalla nonna, Ivana descrive un’infanzia serena incrinata all’ingresso nell’adolescenza: isolamento, episodi di razzismo, la sensazione di non appartenere. Prima l’alcol, poi – durante il liceo – il salto ai farmaci presenti in casa: morfina e soprattutto fentanyl, un oppioide sintetico potentissimo. Non cercava “lo sballo”, dice, ma l’anestesia emotiva: spegnere dolore, ansia, inadeguatezza. La tolleranza è cresciuta, così come le crisi d’astinenza, fino a chiuderla per mesi in un appartamento, prigioniera di un consumo incessante.
Nel tentativo di ricucire le ferite identitarie, i familiari la mandano per un periodo in Uganda. Lì, una rapina finita in tragedia – lo zio ucciso e lei stessa ferita – segna un’ulteriore frattura. Al ritorno in Italia, la dipendenza riprende il sopravvento. La svolta arriva grazie alla nonna: a 80 anni lascia tutto, la accompagna in una clinica di disintossicazione a Verona e poi in comunità. È in quel contesto che Ivana impara a raccontarsi, ad accettare la vulnerabilità e a costruire nuove abitudini.
In comunità scopre la corsa. Non come gara, ma come ascolto di sé. Chilometro dopo chilometro, arriva a concludere la sua prima maratona a Verona. Nel frattempo riemerge un desiderio antico, cresciuto in una casa di camici e stetoscopi: studiare Medicina. Oggi Ivana è iscritta al secondo anno e vive a Firenze. Il suo messaggio ai coetanei è netto: chiedere aiuto funziona; la rete di cura e di prossimità – famiglia, comunità, professionisti – può salvare la vita.
Il caso personale non va letto fuori contesto. Il fentanyl è un analgesico oppioide di potenza eccezionale (decine di volte superiore alla morfina) con effetti terapeutici imprescindibili in ambito clinico, ma capace – se usato fuori controllo medico – di indurre rapidamente dipendenza e di provocare overdose per depressione respiratoria. L’antidoto di riferimento, il naloxone, può invertire l’overdose se somministrato tempestivamente, ma l’elevata potenza degli analoghi impone formazione capillare e risposta rapida.
L’Italia, pur non registrando i numeri degli Stati Uniti, ha alzato il livello di guardia. Nel 2024 è stato varato un Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl e altri oppioidi sintetici, con azioni coordinate: monitoraggio dei mercati, allerta rapida, tracciamento delle prescrizioni anomale, formazione degli operatori sanitari e della rete di emergenza, sensibilizzazione dei servizi territoriali. Nello stesso anno, un campione di eroina venduta a Perugia è risultato contenere una quota di fentanyl: un episodio che ha fatto scattare procedure di allerta e rafforzato i controlli.
Sul fronte europeo, nell’agosto 2025 sono entrate in vigore nuove misure sui precursori chimici utilizzati nelle sintesi illecite, con l’inclusione di due intermedi chiave tra le sostanze più rigidamente controllate. È un tassello cruciale: limitare a monte i mattoni chimici rende più difficile produrre fentanyl e analoghi destinati al mercato illegale.
La storia di Ivana non è un’eccezione miracolistica, ma l’evidenza che prevenzione, cura e comunità funzionano. Tre i punti che emergono con forza:
1) Riconoscere presto il disagio – ansia, isolamento e discriminazione sono fattori di rischio reali; ignorarli apre la strada all’automedicazione pericolosa.
2) Abbattere lo stigma – chi chiede aiuto non è “debole”: è competente sul proprio benessere. Lo stigma ritarda l’accesso alle cure.
3) Integrare le risposte – medicina delle dipendenze, psicoterapia, interventi sul contesto di vita e strumenti di riduzione del danno (incluso l’accesso al naloxone) devono coesistere.
Nel suo EP.3, Ivana consegna una bussola a studenti, famiglie e decisori: dare parole al dolore, chiedere aiuto e pretenderlo, sostenere chi cura. È così che si spezza l’equazione tossica “disagio = oppioidi” e si restituisce alle persone la possibilità di futuro.