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Storico voto all'Onu, il Ghana chiede un risarcimento per la schiavitù
Presenta risoluzione: 'Tratta transatlantica il più grave crimine contro l'umanità'
La schiavitù è stato "il crimine più orrendo che abbia avuto luogo nella storia dell'umanità". Lo ha dichiarato Samuel Okudzeto Ablakwa, ministro degli Esteri del Ghana, alla Bbc in vista di una votazione storica all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite dove gli Stati membri si apprestano a votare una risoluzione, promossa dal Paese, per riconoscere la tratta transatlantica degli schiavi come "il più grave crimine contro l'umanità". La proposta esorta gli Stati membri delle Nazioni Unite a valutare la possibilità di chiedere scusa per la tratta degli schiavi e di contribuire a un fondo di risarcimento. È probabile che la risoluzione incontri resistenza, poiché stati come il Regno Unito - ricorda il media britannico - hanno a lungo rifiutato di pagare risarcimenti, affermando che le istituzioni odierne non possono essere ritenute responsabili dei torti del passato. Ma i sostenitori della proposta, tra cui l'Unione Africana, affermano che si tratta di un passo avanti verso la riconciliazione e la giustizia. "Chiediamo un risarcimento, e sia chiaro, i leader africani non chiedono soldi per sé stessi. Vogliamo giustizia per le vittime e sostegno alle cause che le riguardano, fondi per l'istruzione e la dotazione finanziaria per la formazione professionale". ha spiegato il ministro degli Esteri ghanese al programma Newsday. Ablakwa ha inoltre affermato che, con questa risoluzione, il Ghana non intende anteporre il proprio dolore a quello di chiunque altro, ma semplicemente documentare un fatto storico. Tra il 1500 e il 1800, circa 12-15 milioni di persone furono catturate in Africa e deportate nelle Americhe, dove furono costrette a lavorare in schiavitù. Si stima che oltre due milioni di persone morirono durante il viaggio. Il Ghana, uno dei principali punti di transito per questo commercio, è da tempo un fervente sostenitore delle riparazioni. La risoluzione chiede inoltre che i manufatti culturali rubati durante l'era coloniale vengano restituiti ai paesi di origine.
F.Müller--BTB