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Studio, risonanze fondamentali per i risultati terapeutici contro tumore del retto
Condotto dal policlinico di Chieti.Dati millimetrici decisivi nella valutazione delle cure
Importanti passi avanti nella cura del tumore del retto arrivano da uno studio della Radioterapia Oncologica di Chieti, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica "Journal of Clinical Medicine", frutto della ricerca condotta dal reparto di Radioterapia Oncologica del policlinico di Chieti, diretto dal professor Domenico Genovesi, docente di Radioterapia presso il Dipartimento di Scienze Mediche, Orali e Biotecnologie dell'università "d'Annunzio" di Chieti-Pescara. Lo studio, coordinato dal professor Andrea D'Aviero, e dai dottori Marco Lucarelli, Monica Di Tommaso e Consuelo Rosa per il Centro di Radioterapia Oncologica di Chieti, e dal gruppo coordinato dal professor Andrea Delli Pizzi per l'Istituto di Radiodiagnostica, modifica in modo significativo i risultati nel trattamento dei tumori del retto localmente avanzati: eseguito su 134 pazienti, ha mostrato come la capacità di estrarre informazioni aggiuntive millimetriche sul tumore dalle risonanze magnetiche siano decisive nel loro impatto sui risultati terapeutici. In particolar modo, i dati analizzati sul grado di estensione del tumore oltre la tonaca muscolare della parete rettale maggiore di 5 millimetri, la positività del suo margine circonferenziale inferiore ad 1 solo millimetro, la presenza di invasione extramurale e la persistenza di linfonodi patologicamente interessati dalla neoplasia nei compartimenti pelvici laterali post-trattamento, esprimono in anticipo un grado particolarmente aggressivo del tumore influenzando negativamente ed in modo statisticamente significativo non solo la guarigione loco-regionale del tumore primitivo ma anche la sopravvivenza libera da malattia tumorale e la sopravvivenza globale a 5 anni dal termine dei trattamenti. La possibilità di ottenere queste informazioni nei tumori del retto, evidenzia come letture altamente accurate con differenze di pochi millimetri dell'estensione tumorale, possono determinare grandi differenze nei risultati. La conoscenza di questi dati permette di programmare terapie più o meno intensificate, rispettivamente nei casi di tumori più o meno aggressivi, come schemi di Chemioterapia seguita o preceduta da Radio-Chemioterapia - la cosiddetta Terapia Totale Neoadiuvante preoperatoria - nei profili tumorali iniziali più aggressivi o schemi di sola Radio-Chemioterapia concomitante preoperatoria nei tumori a minor profilo di aggressività. I risultati di questa ricerca scientifica determinano a tutti gli effetti un cambio decisivo del paradigma dei trattamenti neoadiuvanti preoperatori, consentendo già da oggi la personalizzazione delle terapie, modulandole sulla base delle classi di rischio già alla diagnosi dei tumori del retto localmente avanzati e migliorandone ulteriormente e significativamente i risultati. "Ulteriori ricerche sono in corso - spiega Genovesi - per caratterizzare ancora di più il tumore alla diagnosi sia da un punto di vista biomolecolare che del suo microambiente, della genetica, del sistema immunitario del paziente nonché dei nuovi progressi in campo radioterapico, farmacologico e chirurgico".
O.Krause--BTB