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Microplastiche nel sistema nervoso, si apre una nuova pista sulla Sla
Rilevata l'associazione tra concentrazione e maggiore rischio della malattia
Per la prima volta sono stati misurati i livelli di nano e microplastiche nel sistema nervoso di pazienti con Sclerosi laterale amiotrofica e confrontati con quelli di persone sane. La ricerca, dell'Università di Modena e Reggio Emilia e in pubblicazione sulla rivista Brain Communications, ha rilevato un'associazione tra concentrazioni e maggiore rischio di Sla. Lo studio, dal titolo 'Central Nervous System Concentrations of Nano- and Microplastics and Risk of Amyotrophic Lateral Sclerosis', ha come coordinatori della ricerca Marco Vinceti e Jessica Mandrioli, rispettivamente ordinari di Epidemiologia e di Neurologia presso il Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze di Unimore. Lo studio ha determinato per la prima volta al mondo i livelli di microplastiche e in modo particolare di nanoplastiche - caratterizzate da ridottissime dimensioni, dell'ordine dei decimillesimi di millimetro - nel liquor e quindi nel sistema nervoso centrale di pazienti con Sla. I risultati suggeriscono come elevati livelli siano associati, al di sopra di un livello soglia di esposizione, a un maggior rischio di Sla. Forse a causa di un effetto tossico diretto o per l'azione di altre sostanze tossiche associate alle microplastiche. "Se e quanto questi nuovi contaminanti rappresentati da nano e microplastiche siano responsabili di effetti tossici sul sistema nervoso rimane da accertare in modo conclusivo", ha spiegato il professore Marco Vinceti. Lo studio è anche il primo a caratterizzare la relazione tra livelli e dimensioni delle microplastiche nel sangue - per esposizione ambientale o dieta - e presenza di tali contaminanti nel sistema nervoso. La ricerca nasce dalla stretta collaborazione tra epidemiologi e neurologi di Unimore, cui si è aggiunto il contributo del gruppo di ricerca igienistico dell'Università di Catania coordinato dalle professoresse Margherita Ferrante e Gea Oliveri Conti, titolare di un brevetto europeo per la determinazione di quantità piccolissime di nano e microplastiche, e della professoressa Lauren Wise della Boston University School of Public Health.
J.Horn--BTB