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Alex Bodi utsedd till vicepresident för SCANDIC FINANCE-koncernen
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تعيين أليكس بودي نائبًا لرئيس مجموعة SCANDIC FINANCE
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SCANDIC FINANCEグループ、アレックス・ボディ氏を副社長に任命
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SCANDIC FINANCE 그룹, 알렉스 보디 부사장 선임
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亞歷克斯・博迪獲任命為 SCANDIC FINANCE 集團副總裁
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Алекса Боді призначено віцепрезидентом групи SCANDIC FINANCE
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Alex Bodi nominato vicepresidente del gruppo SCANDIC FINANCE
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Alex Bodi, numit vicepreședinte al grupului SCANDIC FINANCE
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Marte, visto in azione un elusivo processo di fuga atmosferica
Utile per capire come sia sparita l'acqua
Su Marte è stato visto per la prima volta in azione un elusivo processo di fuga atmosferica, chiamato 'sputtering', che sarebbe stato tra le principali cause della perdita di atmosfera nella storia primordiale del pianeta. Il risultato, frutto di nove anni di osservazioni della missione Maven della Nasa, potrebbe aiutare a capire che fine abbia fatto l'acqua, come spiega lo studio pubblicato su Science Advances. All'inizio della sua storia, Marte ha perso il campo magnetico lasciando la sua atmosfera esposta al vento solare e alle tempeste solari. Man mano che l'atmosfera veniva erosa, l'acqua liquida presente sulla superficie del pianeta è diventata sempre meno stabile, finendo in gran parte dispersa nello spazio. Sono ancora da chiarire i meccanismi che avrebbero strappato via una così spessa atmosfera: una spiegazione plausibile è quella dello sputtering, un processo di fuga atmosferica in cui gli atomi vengono espulsi dall'atmosfera ad opera di particelle energetiche cariche. Queste particelle spinte dal Sole avrebbero agito come "una palla di cannone in una piscina", spiega l'astrofisica Shannon Curry, ricercatrice principale di Maven presso il Laboratorio di Fisica Atmosferica e Spaziale dell'Università del Colorado a Boulder e autrice principale dello studio. "La palla di cannone, in questo caso, è rappresentata dagli ioni pesanti che si schiantano nell'atmosfera a velocità elevatissima, facendo schizzare fuori atomi e molecole neutri". Sebbene gli scienziati avessero già trovato tracce di questo processo, non lo avevano mai osservato direttamente. "Era come se avessimo trovato le ceneri di un falò, mentre volevamo vedere il fuoco vero e proprio", racconta Curry. Per riuscire nell'impresa, i ricercatori hanno esaminato nove anni di osservazioni di Mavern, condotte grazie a tre strumenti di bordo: l'analizzatore di ioni del vento solare, il magnetometro e lo spettrometro di massa a gas neutri e ioni. Le misurazioni sono state prese sia sul lato diurno che su quello notturno del pianeta a bassa quota. I dati raccolti hanno permesso di vedere lo sputtering in azione, dimostrando che avviene a una velocità quattro volte superiore al previsto e che questa velocità aumenta durante le tempeste solari.
S.Keller--BTB