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La capacità di giudizio dell'IA è solo apparenza
Grandi rischi nel delegare scelte e giudizi agli Llm
La capacità di giudizio dei modelli linguistici come ChatGpt o Gemini è solo apparenza: a dimostrarlo è lo studio guidato da Walter Quattrociocchi, dell'Università Sapienza di Roma, e pubblicato sulla rivista dell'Accademia Nazionale degli Stati Uniti Pnas. Un lavoro che sottolinea i rischi concreti di affidare a questi modelli di Intelligenza Artificiale la delega di fare scelte o prendere decisioni. "Cosa avviene realmente quando chiediamo a un'IA di eseguire una scelta, ad esempio determinare se una notizia del web sia credibile o è piuttosto una fake news?", ha detto Quattrociocchi all'ANSA per raccontare il nuovo studio che ha eseguito una serie di test a gran parte dei più importanti modelli linguisti Llm in circolazione, come ChatGpt, Gemini, Llama, Deepseek e Mistral. Un lungo lavoro che ha messo a confronto umani e IA per capire le differenze di 'ragionamento' dei due. "Quello che abbiamo messo qui molto bene in evidenza è che nonostante i risultati, le IA riconosco infatti molto bene le fake news, il meccanismo che utilizzano non si basa però su riscontri reali ma su una mera capacità di simulare i giudizi. In altre parole, i giudizi formulati dagli Llm sono plausibili ma disancorati dalla realtà fattuale". Una sostituzione della verità con la plausibilità che in un futuro non molto lontano, sottolineano gli autori, potrebbe portare a problemi gravi quando gradualmente daremo sempre più autorevolezza alle capacità degli Llm di gestire azioni o prendere scelte per noi, in totale delega. "Ma questi sistemi sembrano valutare come noi solo perché simulano le tracce del pensiero, non il pensiero stesso", ha aggiunto il ricercatore italiano. "Questo studio - ha concluso - dimostra che ciò che stiamo automatizzando non è il giudizio, ma la sua apparenza".
Y.Bouchard--BTB