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Golino, 'nella fragilità di Gioia ho messo la mia anima'
Protagonista del film che trae spunto dal femminicidio di Gloria Rosboch
Dieci anni fa, nel 2016, Gloria Rosboch, insegnante 49enne di francese, veniva uccisa nel Canavese, vicino Torino, da un giovane ex allievo, Gabriele Defilippi, abituato a sedurre e manipolare uomini e donne. Il ragazzo l'aveva raggirata e portata a dargli i risparmi suoi e dei genitori, con la promessa di una nuova vita insieme. È il terribile fatto di cronaca che ha ispirato prima un'opera teatrale, Se non sporca il mio pavimento di Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori, e ora l'adattamento per il grande schermo, La Gioia di Nicolangelo Gelormini, con Valeria Golino, Saul Nanni, Jasmine Trinca, Francesco Colella e Betti Pedrazzi. Dopo il debutto come unico film italiano in gara alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia, e la presentazione in vari festival internazionali come quello di Mar de la Plata dove ha vinto due premi, La Gioia arriva dal 12 febbraio in sala con Vision Distribution. L'idea del progetto (producono Ht Film, Indigo Film e Vision Distribution in collaborazione con Sky) è nata da Valeria Golino, rimasta profondamente colpita dal caso di cronaca: "Era talmente importante per me raccontare questa vicenda da aver valutato all'inizio di farne anche la regia, ma in quel caso non l'avrei interpretata - spiega l'attrice -. Questo prima che arrivasse Nicolangelo (con cui ha già girato Fortuna). Con lui sono entrata nella storia, da interprete, in maniera completamente diversa". Il rapporto con quei sentimenti, quella fragilità "sono tutti argomenti che ti aprono delle porte, degli approfondimenti rispetto al nostro esistere" osserva. Nella storia Gioia è un'insegnante di francese 50enne, timida e riservata, che si prende cura degli anziani genitori nella casa di famiglia. La donna mette in discussione tutto quando incontra Alessio (Nanni), studente di liceo, abituato ad usare il suo corpo (anche in abiti femminili), per irretire chiunque gli capiti e fare soldi. È sostenuto dall'aiuto interessato di Cosimo (Colella), amante e amico di famiglia, e dalla tacita complicità della madre cassiera, Carla (Trinca), perennemente in bolletta. Alessio si rende conto della fragilità di Gioia e le costruisce intorno un bozzolo di attenzioni che portano la donna ad innamorarsi. Una vulnerabilità che inizialmente scuote anche Alessio. I soldi in ballo, però, e la voglia di rivalsa spingono il ragazzo su un percorso sempre più cupo. Grazie anche a tutti i grandi professionisti "con cui ho lavorato, abbiamo creato questa persona, Gioia - sottolinea Golino - anche nella sua 'invisibilità' esteriore, un percorso che mi ha permesso di unire la mia anima alla sua". Un ritratto "che è totalmente scevro dal giudizio".
F.Pavlenko--BTB