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Italia tra i Paesi più circolari, ma cresce il costo dei rifiuti
L'Italia si conferma tra i Paesi europei più virtuosi nell'utilizzo circolare delle risorse, con un tasso di circolarità superiore al 21%, quasi il doppio della media europea.
Questa fotografia emerge dal report "I Rifiuti in numeri 2026", realizzato da Assoambiente e presentato a Rimini durante la fiera Ecomondo. Il primato italiano è però messo in discussione dalla crisi del riciclo della plastica e convive con criticità strutturali: produzione di rifiuti speciali in crescita, utilizzo significativo delle discariche e limitato recupero energetico.
Oltre 6 milioni di tonnellate di scarti vengono esportati ogni anno. Il presidente di Assoambiente, Chicco Testa, sottolinea che servono nuovi impianti e un quadro normativo favorevole agli investimenti per completare la transizione circolare.
Parallelamente, continua a crescere il costo della gestione dei rifiuti. Per le famiglie italiane ha raggiunto in media i 340 euro annui, mentre per le imprese supera complessivamente i 20 miliardi di euro. Ogni anno l'economia italiana utilizza 777 milioni di tonnellate di materiali, volume stabile nell'ultimo decennio.
Di questi, 642 milioni sono materie prime vergini e 135 milioni provengono dal riciclo. L'Italia dipende molto dalle importazioni: 300 milioni di tonnellate di materie prime vergini, pari a circa il 46% del totale, provengono dall'estero, soprattutto per i combustibili fossili.
L.Dubois--BTB