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Insufficienza respiratoria, ne soffre oltre il 40% degli over 55 ospedalizzati
Studio valuterà per la prima volta l'impatto della condizione clinica su scala nazionale
Misurare la reale diffusione dell'insufficienza respiratoria negli anziani ospedalizzati, identificarne le cause principali e confrontare le caratteristiche cliniche e la prognosi dei pazienti con ipossiemia con i soggetti senza questa condizione clinica, valutandone l'impatto su mortalità ospedaliera, durata della degenza e prognosi a breve termine: sono questi gli obiettivi di 'Hypoxia Day', il primo studio nazionale multicentrico sull'insufficienza respiratoria negli anziani avviato dalla Sigot (Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio) che coinvolge 700 pazienti over 55 di circa 40 reparti ospedalieri in tutta Italia (di cui circa la metà nell'Italia Meridionale), tra Geriatria e Medicina interna. In un'unica giornata di rilevazione nazionale, lo scorso 14 gennaio, medici e ricercatori hanno valutato tutti i pazienti ricoverati nei reparti aderenti e li seguiranno nel tempo, fino a 90 giorni dalla dimissione, per valutare l'impatto della sindrome su mortalità intraospedaliera, durata del ricovero, modalità di dimissione e mortalità a 90 giorni dalla dimissione. L'insufficienza respiratoria - cioè la riduzione dei livelli di ossigeno nel sangue - non è una malattia in sé, ma la conseguenza di molte condizioni comuni nell'anziano: dallo scompenso cardiaco alle infezioni respiratorie, dalla sepsi agli eventi cerebrovascolari. Anche nelle forme lievi, l'ipossiemia rappresenta un potente fattore di rischio indipendente per esiti clinici sfavorevoli. Studi recenti suggeriscono che oltre il 40% degli anziani ricoverati dal Pronto Soccorso possa presentare insufficienza respiratoria. Nonostante ciò, la sua reale prevalenza nei reparti ospedalieri per acuti e il suo peso prognostico non sono mai stati valutati in modo sistematico su scala nazionale. Per questo oggi viene considerata una vera e propria "nuova sindrome geriatrica", che merita attenzione clinica, organizzativa e scientifica. "L'insufficienza respiratoria è estremamente frequente negli anziani ospedalizzati, ma spesso non viene riconosciuta come un problema centrale, soprattutto quando non si manifesta in forma grave - spiega Filippo Luca Fimognari, Coordinatore dello studio e Direttore del Dipartimento ad Attività Integrata Medico Polispecialistico dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza - Con l'Hypoxia Day abbiamo voluto fotografare la realtà clinica quotidiana degli ospedali italiani, per capire quanto l'ipossiemia incida davvero sugli esiti dei pazienti anziani e per fornire basi scientifiche solide ad una gestione più tempestiva e appropriata". "Con l'Hypoxia Day, la Sigot conferma il suo ruolo di riferimento scientifico e culturale nella cura dell'anziano ospedalizzato - sottolinea Lorenzo Palleschi, Presidente Sigot e Direttore del Dipartimento Medico dell'Azienda Ospedaliera S. Giovanni-Addolorata di Roma - Studiare l'insufficienza respiratoria significa migliorare la qualità delle cure, ridurre le complicanze e rendere il sistema sanitario più preparato ad affrontare le sfide dell'invecchiamento della popolazione. Già sappiamo che l'insufficienza respiratoria è un problema di sanità pubblica che richiede maggiore consapevolezza, formazione e integrazione tra i reparti, e soprattutto un maggiore sforzo di ricerca clinica".
C.Kovalenko--BTB