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Tumore rene avanzato, trapianto batteri intestino aiuta le cure
Studio italiano, aumenta il successo dell'immunoterapia
Il trapianto di batteri intestinali da donatore può aiutare potenzialmente la cura del cancro, migliorando gli effetti dell'immunoterapia: lo suggerisce uno studio clinico svolto in Italia e pubblicato sulla rivista Nature Medicine. Coordinato da scienziati dell'Università Cattolica e Policlinico Gemelli Irccs di Roma, lo studio TACITO, un trial clinico di fase 2 multicentrico, ha valutato se il trapianto di microbiota da donatori (in particolare da pazienti oncologici che avevano ottenuto una risposta completa all'immunoterapia) potesse migliorare gli esiti clinici nei pazienti con carcinoma renale in stadio avanzato, metastatico. I pazienti coinvolti, 45 in tutto, sono stati trattati con la combinazione standard di un immunoterapico (pembrolizumab) e axitinib (una terapia mirata anti-angiogenica, ovvero contro la formazione di vasi sanguigni che aiutano il tumore a crescere). I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi, il primo ha ricevuto il trapianto di microbiota, gli altri un trattamento placebo. Ebbene, è emerso che il trapianto di batteri intestinali buoni dimezza il rischio di progressione di malattia nei pazienti, ovvero i pazienti che hanno ricevuto il trapianto sopravvivono in media 24 mesi liberi da progressione di malattia, contro i 9 mesi del gruppo placebo. In particolare, i benefici del trapianto di microbiota combinato con l'immunoterapia sono apparsi particolarmente evidenti nei pazienti che hanno in genere meno opzioni terapeutiche e risultati peggiori. È importante notare che il beneficio clinico si associa maggiormente all'eliminazione di specifici ceppi batterici "dannosi" che ai livelli complessivi di attecchimento del trapianto di microbiota. "Questi risultati forniscono un'ulteriore prova del fatto che il microbiota intestinale è un modulatore chiave della risposta all'immunoterapia", sottolinea l'autore principale Gianluca Ianiro. "Il trapianto di microbiota da donatori accuratamente selezionati potrebbe diventare un'importante strategia complementare per migliorare i risultati nel carcinoma renale metastatico, probabilmente fornendo uno stimolo immunologico che migliora la risposta al trattamento".
O.Krause--BTB